Intervista a Canto d’Inizio: l’energia e la bellezza della condivisione 

Sono passati ad Anagni un paio di anni fa. 

E, forse, vedere la risposta del pubblico al concerto energico e coinvolgente della Piccola Orchestra Popolare CANTO D’INIZIO ha fatto sì che potesse essere pensato e creato un festival come TerreInAzione, un luogo dove d’estate poter liberarsi da qualsiasi cosa, dove poter ballare e suonare senza pensieri.

Ora la Piccola Orchestra Popolare CANTO D’INIZIO torna nella nostra città da protagonista: a lei è dedicata la serata di Sabato 5 Agosto. Li abbiamo raggiunti e, con molta gentilezza e disponibilità, si sono aperti alle nostre domande. 

 Da dove nasce la Piccola Orchestra Popolare CANTO D’INIZIO? 

La Piccola Orchestra ‘CANTO D’INIZIO’ nasce da una costola di ‘Rosso Popolare’: un gruppo attivo a Roma già nel 1975.

La nostra ricerca è concentrata soprattutto nel repertorio (vastissimo) delle musiche da ballo del centro sud Italia. Ovviamente, deve essere chiaro, senza la pretesa di riproporre nella stessa chiave i brani che decidiamo di riarrangiare, ma cercando di mantenere inalterato lo spirito con il quale vengono riproposti. Abbiamo arrangiato anche alcuni canti in particolare del Molise che  è una terra ricchissima di tradizioni e questi ultimi sono stati letteralmente raccolti sul campo attraverso registrazioni e conoscenze di alcuni vecchi cantori.

 Avete fatto delle collaborazioni con altri artisti uno dei vostri punti di forza. Cosa significa per voi poter lavorare con altri artisti? 

E’ vero, abbiamo avuto la fortuna di collaborare con molti artisti, alcuni dei quali anche molto lontani dal mondo della musica della tradizione. Ad esempio Fiorella Mannoia con la quale per tre anni consecutivi abbiamo suonato per un progetto legato all’Africa. Progetto al quale partecipiamo insieme a Fiorella anche quest’anno. Abbiamo suonato con musicisti  di altre tradizioni popolari, non Italiane, come Il cantante e musicista berbero Nour Eddine  Fatty e con il percussionista Haitiano Atissou Loko per citarne alcuni. Lavorare con artisti di altre provenienze stilistiche, ma soprattutto di altre culture, arricchisce enormemente  l’intero ensamble. I momenti di improvvisazione e di alchimia musicale che si creano durante l’esibizione sono sempre unici ed irripetibili ed ogni concerto è una storia a se. 

– Cosa dobbiamo aspettarci da questo incontro con Baba Sissoko? 

Babà Sissoko lo abbiamo conosciuto proprio durante un concerto con Fiorella ed è stato meraviglioso poter mescolare il pop italiano, la musica popolare italiana ed i ritmi e i canti dei  griot di Babà. Cosa vi dovete aspettare? Soprattutto gioia e divertimento, ma anche la sensazione forte  di  energia e di bellezza, che solo la condivisione di esperienze diverse può restituire attraverso la conoscenza reciproca.

come sempre chiudiamo così: cosa significa per voi “popolare”?

La definizione di ‘musica popolare’ ci va stretta, anzi strettissima. Lasciamo ai veri ricercatori (se ancora ce ne sono) di tramandare in senso stretto le tradizioni. Noi ci limitiamo a prendere lo spunto dalle nostre radici per fare della musica.

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