Siamo andati ad intervistare Samanta Chiavarelli e Monica Fiorentini, rispettivamente coreografa e regista del nuovo spettacolo realizzato dal gruppo Cotula Danze Popolari, intitolato “Iento“, che debutterà al Festival TerreInAzione Sabato 5 Agosto alle ore 21.15 (Piazza Giovanni Paolo II).
La performance continua la strada segnata dalla produzione precedente, “Ousia”, in una ricerca che si interroga sul ruolo e sull’importanza delle danze popolari nel contesto moderno; e se in Ousia, la danza diviene strumento per guardarsi dentro, in Iento diventa mezzo per ristabilire un contatto con gli altri.
–Cosa vi ha portate a questa nuova produzione?
Lo scorso anno siamo partiti dalle origini della danza popolare, la vita contadina e quella pastorale, per ritrovarne l’essenza “Ousia”e riconoscerne la funzione catartica e terapeutica. Quest’anno siamo partite dall’oggi, dalla difficoltà di comunicare davvero, senza l’ausilio dei social che finiscono per aumentare la distanza, creare il distacco e intensificare le incomprensioni. Un mondo virtuale, quello odierno, che uccide il corpo e le sue sensazioni a beneficio della mente e delle sue nevrosi. La Danza Popolare avendo un codice davvero limitato e garantendo quindi maggiore libertà di espressione, contaminata e non imprigionata in una errata idea di tradizione, può ridare vita al nostro corpo, stimolare l’espressività e migliorare la comunicazione tra le anime; le persone che vi si approcciano rimangono quasi sorprese nel sentire che il proprio corpo esiste e può danzare.
–Cosa significa IENTO ?
IENTO è una parola inventata che assomiglia ad altre parole (vento, o jentu in salentino) e che ha un vago sapore dialettale, i dialetti hanno la grande capacità di spiegare con un unico termine svariate sensazioni, ma al contempo non volevamo un termine che identificasse troppo un unico luogo di appartenenza . IENTO è una “presenza”, un elemento che interviene al colmo del disagio umano per “cambiare aria” , come si fa nella camera di un malato che ha passato la notte e finalmente è fuori pericolo verso la guarigione. Abbiamo voluto incarnarlo in una danzatrice che passando tra gli uomini e le loro follie come una folata, un refolo, un soffio o una tempesta, cambia l’umore, spazza via le emozioni negative e fa ritrovare la relazione con se stessi e l’esigenza di una relazione “semplice” con gli altri. E di nuovo la danza popolare diventa un viatico per l’incontro e la condivisione.
-Che relazione c’è tra la danza e il popolare ?
La relazione tra” Danza”, espressione corporea, e “Popolare”, espressione del luogo di appartenza del corpo, è che entrambe parlano di noi, del luogo in cui è radicato il nostro essere, della nostra esigenza di comunicare verità e la verità è nel corpo.
– Dove nasce e dove va TerreInAzione ?
“Terre in Azione” nasce da un gruppo esiguo di persone che hanno sentito il bisogno di risvegliare le proprie radici affinché possano prolificare estendersi e intrecciarsi con quelle di popoli vicini e lontani. L’impellenza di far partire un’energia che come una forza centrifuga, come un benefico contagio, viaggi veloce e raggiunga prima i dintorni e poi terre lontane, per mescolare esperienza e arricchire la cultura di ciascuno. Dove vuole arrivare? Potremmo dire che il punto di partenza e la meta sono la stessa cosa